Roma, 17 Ottobre 2009
L’On. Di Stanislao ha presentato nei giorni scorsi la sua Mozione sulla Ricostruzione post-terremoto a L’Aquila. Tra i molteplici aspetti trattati c’era già il pericolo di infiltrazioni mafiose. Il parlamentare IdV ha sostenuto, in primo luogo, che le aziende edili abruzzesi non devono essere lasciate fuori dalla ricostruzione come è avvenuto fin’ora; nei cantieri oggi lavorano solo imprese provenienti da fuori regione, con qualche subappalto concesso a ditte abruzzesi, che operano con manodopera non locale e con un numero troppo elevato di addetti di provenienza straniera. Le conseguenze possono essere molto gravi, oltre a non incrementare l’occupazione locale c’è il serio pericolo di infiltrazioni mafiose. ” Il 16 aprile scorso,- commenta Di Stanislao- poco dopo quindi il sisma in Abruzzo, lo stesso Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, aveva invitato tutti a tenere alta l’attenzione e a vigilare su possibili infiltrazioni mafiose negli appalti legati alla ricostruzione delle zone terremotate, dichiarando che serve una lista di aziende pulite che dovranno avere il ruolo di organizzatori di quanto c’è da fare per la ricostruzione delle zone terremotate.
Peraltro in Abruzzo si sono registrate già da diverso tempo, presenze mafiose che impongono un controllo capillare sui rischi concreti di infiltrazione della criminalità organizzata nel circuito della ricostruzione. Come riportato dal quotidiano “La Repubblica” del 31 agosto scorso, in questa fase di ricostruzione dell’Abruzzo, è iniziato il “balletto” per la “compravendita “dei certificati antimafia, indispensabili alle ditte interessate a partecipare alla medesima ricostruzione. Si parla di numerose società piccole e grandi coinvolte o sfiorate in investigazioni antimafia, e tutte in attesa per ottenere un appalto o un sub-appalto. Sono emersi casi, come quello relativo ad un’impresa di Gela priva dei requisiti antimafia rilasciati dalla Prefettura di Caltanissetta che risulta invece già lavorare in alcuni sub-appalti in Abruzzo.” La Mozione IdV che porta come prima firma quella dell’On. Di Stanislao impegna il Governo a ad escludere dalle procedure di assegnazione dei lavori di ricostruzione, sia per gli appalti che i sub-appalti, le imprese che hanno partecipato alla realizzazione di nuovi edifici che non hanno retto all’evento sismico e sulle quali gravano pesanti sospetti sui quali la magistratura sta o dovrà indagare. Oltre alla Mozione l’On. Di Stanislao ha presentato un interrogazione urgente al Ministro degli Interni perché si vigili sulle infiltrazioni mafiose nell’ambito della ricostruzione.









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