Roma, 27 Gennaio 2010
“Non c’è nessuna soddisfazione del vedere che ciò di cui mi sono feci portavoce mesi fa, ora sta diventando più che mai una realtà inquietante” queste le parole dell’On. Di Stanislao che il 5 Ottobre scorso, data della pubblicazione della sua Mozione sulla Ricostruzione post-sisma in Abruzzo affermava: ” le aziende edili abruzzesi non devono essere lasciate fuori dalla ricostruzione come è avvenuto fin’ora; nei cantieri oggi lavorano solo imprese provenienti da fuori regione, con qualche subappalto concesso a ditte abruzzesi, che operano con manodopera non locale e con un numero troppo elevato di addetti di provenienza straniera. Le conseguenze possono essere molto gravi, oltre a non incrementare l’occupazione locale c’è il serio pericolo di infiltrazioni mafiose.”, inoltre impegnava il Governo ad escludere dalle procedure di assegnazione dei lavori di ricostruzione, sia per gli appalti che i sub-appalti, le imprese che hanno partecipato alla realizzazione di nuovi edifici che non hanno retto all’evento sismico e sulle quali gravano pesanti sospetti sui quali la magistratura sta o dovrà indagare. Il Deputato IdV aveva subito recepito il grido di allarme del Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso che invitava tutti a tenere alta l’attenzione e a vigilare su possibili infiltrazioni mafiose negli appalti legati alla ricostruzione delle zone terremotate. “Sostengo pienamente il lavoro che sta svolgendo il Magistrato Olga Capasso, - prosegue Di Stanislao - assegnato dalla Procura nazionale antimafia a quella distrettuale abruzzese insieme ad altri 3 Magistrati, per questo motivo presenterò un’interrogazione urgente e domani in Aula chiederò al Ministro dell’Interno di riferire al più presto in Parlamento sui sempre più reali e concreti pericoli di infiltrazioni mafiose nell’ambito della Ricostruzione post-sisma.”









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